Grammatica greca di riferimento
Note chiare, livello per livello, per capire la grammatica del greco moderno.
110 schede
L’alfabeto greco
Le 24 lettere greche, i loro nomi, la pronuncia e i digrammi più comuni.
Articoli e generi
Il greco ha tre generi. L’articolo ο / η / το rivela il genere di ogni nome — al singolare e al plurale.
Il presente dei verbi
Le desinenze del presente, il verbo più utile del greco e perché είμαι non segue regole.
L’accento e le sillabe
Ogni parola greca di due o più sillabe porta un accento. Non è decorativo: cambia il significato.
Nominativo e accusativo
Soggetto o oggetto? Il greco lo mostra con il nome e l’articolo. Regola chiave: il maschile perde la -ς.
Essere e avere: είμαι, έχω
I due verbi più frequenti del greco — irregolari e necessari fin dalla prima frase.
Il plurale dei nomi
Sei desinenze coprono quasi tutto: -οι, -ες, -α, -ια, -ματα — con l’articolo che cambia insieme.
I numeri
Contare da 0 a 1000, accordare ένας/μία/ένα e τρεις/τρία, dire l’ora e i prezzi.
Negazione e domande
δεν prima del verbo, il punto e virgola come punto interrogativo, e le parole in π- che fanno tutte le domande.
Le paroline del verbo: θα, να, ας, μη
Quattro particelle guidano il verbo greco: θα (futuro), να (volere/dovere), ας (su, dai), μη (divieto).
I nomi propri: ο Νίκος, η Ελλάδα
In greco, i nomi propri, i paesi e le città prendono l’articolo: Η Μαρία μένει στην Ελλάδα. Una piccola regola che cambia tutto.
Από e σε: da dove e verso dove
Le due preposizioni che reggono tutta la giornata: Είμαι από τη Γενεύη, πάω στο σχολείο — e il famoso στο = σε + το.
I possessivi: το βιβλίο μου
Mio, tuo, suo in una sillaba DOPO il nome: το σπίτι μου, η μαμά σου, ο φίλος της. Semplice — una volta invertito il riflesso.
Aggettivi: καλός -ή -ό, ωραίος -α -ο
Un aggettivo, tre forme — e la domanda da un euro: femminile in -η o in -α? La risposta sta in una lettera.
Giorni, momenti, tempo libero: τη Δευτέρα το πρωί
«Lunedì gioco a calcio»: nessuna preposizione — basta l’accusativo. Τη Δευτέρα παίζω ποδόσφαιρο, το βράδυ βλέπω ταινίες.
Avverbi e paragone: καλά, πιο καλά
Dove, quando, come — e la parola magica πιο che paragona tutto: πιο γρήγορα, πιο ωραία, πιο καλός από…
I dimostrativi: αυτός, εκείνος
Questo e quello — e la trappola n. 1: «questo libro» si dice αυτό ΤΟ βιβλίο, l’articolo è obbligatorio.
Mi, ti, lo: με, σε, τον — e εμένα
Σε βλέπω! Due serie di pronomi: i brevi prima del verbo (με, σε), i pieni per l’enfasi (εμένα, εσένα).
Quanto? πόσος — e la risposta πολύς
Πόση ζάχαρη; Πολλή! La coppia domanda-risposta della quantità — sempre concordata col nome.
Di chi? ποιανού — Mio! δικό μου
La domanda del possesso e la sua risposta forte: Ποιανού είναι αυτό το κινητό; — Δικό μου!
Ieri e domani: πήγα — θα πάω
Primo incontro con passato e futuro: i dieci verbi che raccontano ieri (πήγα, είδα, έφαγα) — e il θα che li manda a domani.
Dice che…: λέει ότι, ρωτάει αν
Riferire le parole degli altri: Η Μαρία λέει ότι είναι κουρασμένη. Ρωτάει αν έρχεσαι. Le vostre prime frasi complesse.
L’aoristo: il passato
Il tempo del racconto: un’azione passata e conclusa. Χθες έγραψα ένα γράμμα — ieri ho scritto una lettera.
L’imperativo
Dare ordini e consigli: imperativo continuo e aoristo (γράφε / γράψε), plurale di cortesia e negazione con μην.
Aggettivi e concordanza
Gli aggettivi in -ος / -η / -ο concordano con il nome in genere, numero e caso; la declinazione di καλός e l’irregolare πολύς.
Gli avverbi
Come dire bene, presto, spesso: formare un avverbio in -α, riconoscere quelli in -ως, e le paroline di luogo e tempo.
La seconda coniugazione: μιλάω, μπορώ
I verbi accentati sulla desinenza hanno terminazioni proprie — in due famiglie: μιλάω, μιλάς… e μπορώ, μπορείς…
L’imperfetto: παρατατικός
Il passato delle abitudini e degli sfondi: κάθε μέρα έγραφα — ogni giorno scrivevo. Gemello dell’aoristo, con punto di vista opposto.
I possessivi: μου, σου, του…
“Il mio libro” è il-libro di-me: το βιβλίο μου. Il possessivo segue il nome; l’articolo resta davanti.
Il genitivo
Il caso del possesso: το σπίτι του Νίκου. Forme del singolare per i tre generi e gli usi quotidiani.
Le preposizioni
σε, με, από, για, μέχρι, χωρίς: piccole, onnipresenti, sempre seguite dall’accusativo.
Comparativo e superlativo
Più alto, il più alto, altissimo: πιο ψηλός, ο πιο ψηλός, ψηλότατος — e il paragone con από.
Collegare le frasi: και, αλλά, ή, γιατί
Da frasi di due parole a frasi vere: i connettivi che fanno scorrere il vostro greco.
Il congiuntivo con «να»
Esprimere desiderio, scopo o obbligo con να + verbo; θέλω να, πρέπει να, μπορώ να.
Il sistema completo dei casi
Quattro casi, due numeri: i paradigmi completi, il genitivo plurale in -ων che sposta l’accento, e il vocativo.
Il futuro
Parlare del futuro con θα: futuro continuo (θα γράφω) e futuro semplice (θα γράψω), più i futuri irregolari come θα πάω, θα δω, θα πω.
I pronomi personali
Forme forti e deboli (εμένα / με, μου), posizione del clitico prima del verbo (μου το έδωσε) e dopo l’imperativo (δώσε μού το).
Voce attiva e passiva
πλένω → πλένομαι: le desinenze in -ομαι, il passato in -θηκα e i verbi che esistono solo al passivo.
Il perfetto: έχω γράψει
“Ho già scritto”: έχω + forma invariabile. Il passato che conta per il presente — più il fratello maggiore, il piuccheperfetto.
I relativi: που, ο οποίος, ό,τι
Una sola parola — που — fa il 90 % del lavoro. Il resto: ο οποίος per la precisione, ό,τι e όποιος per “tutto ciò che” e “chiunque”.
Gli indefiniti: κάποιος, κανείς, τίποτα
Qualcuno, qualcosa, nessuno, niente — e la doppia vita di κανείς: “nessuno” con δεν, ma “qualcuno” nella domanda.
I periodi ipotetici reali: αν
Se + condizione possibile: Αν βρέξει, θα μείνουμε σπίτι. La grammatica del piano A e del piano B.
L’aspetto: θα γράφω o θα γράψω?
La scelta più greca della grammatica greca: ogni verbo ha due temi, e dopo θα o να bisogna scegliere — durata o azione puntuale.
La punteggiatura greca
Il punto e virgola che fa una domanda e il punto in alto che fa da punto e virgola: la punteggiatura greca ha le sue regole.
σ’ αγαπώ: i suoni che cadono
Perché le canzoni dicono σ’ αγαπώ e θα ’ρθω — e perché «τον πατέρα» suona [tombatéra]: elisioni e legamenti del greco parlato.
Numeri II: date, frazioni, multipli
στις τρεις Μαΐου, το ένα τρίτο, διπλάσιος: i numeri della vita adulta — appuntamenti, ricette, percentuali.
Nomi che si allungano: ο παππούς, οι παππούδες
Alcuni nomi guadagnano una sillaba al plurale: καφές → καφέδες, γιαγιά → γιαγιάδες. Famiglia piccola, parole frequentissime.
Aggettivi colloquiali: τεμπέλης, γκρινιάρης, καφετί
Il pigro, la gelosa e le cose color caffè: gli aggettivi in -ης/-α/-ικο e i colori in -ής/-ιά/-ί.
Le subordinate avverbiali: quando, perché, affinché
Cinque famiglie di proposizioni per cinque domande: quando? perché? a che scopo? con quale risultato? nonostante cosa?
L’ordine delle parole
Il greco è SVO di base ma si muove liberamente: ciò che cambia è l’enfasi. Le uniche regole rigide riguardano i pronomi deboli.
I verbi irregolari
I verbi il cui aoristo non si deduce dal presente: pochi, ma tra i più frequenti.
La modalità: dovere, potere, forse
πρέπει, μπορεί, ίσως, θα + passato: la piccola meccanica che separa “deve partire” da “sarà partito”.
Me stesso, lo stesso, da solo
Tre strumenti vicini: ο εαυτός μου (me stesso, oggetto), ο ίδιος (in persona / lo stesso), μόνος μου (senza aiuto).
Nomi invariabili e a doppio plurale
το ταξί, το σινεμά non cambiano mai; ο χρόνος ha due plurali che non dicono la stessa cosa — οι χρόνοι e τα χρόνια.
I complementi del nome
Apposizione, attributo, genitivo: come un nome ne precisa un altro — nello stesso caso o in un caso diverso.
I periodi ipotetici irreali
Se avessi soldi… Αν είχα λεφτά, θα αγόραζα σπίτι. La grammatica dei rimpianti e dei sogni.
La concordanza dei tempi
Che succede ai tempi dopo “ha detto che…”? Buona notizia: in greco non si sposta quasi nulla.
L’intonazione della frase
La melodia che separa domanda, affermazione e sorpresa — indispensabile, poiché la domanda greca non cambia l’ordine delle parole.
La cortesia in pratica
Dare del lei col plurale, ammorbidire con θα ήθελα e μήπως, scegliere tra εσύ e εσείς — la grammatica sociale del greco.
I verbi a due oggetti: μου δίνεις;
Dare qualcosa A qualcuno: il genitivo fa le veci del dativo perduto — μου δίνεις, της λέω, σας στέλνω.
Aggettivi in -ής, -ές e -ύς: διεθνής, βαθύς
Oltre -ος/-η/-ο: gli aggettivi dotti (διεθνής, συνεχής, ακριβής), i sensoriali (βαθύς, πλατύς) — e l’indomabile πολύς.
L’aoristo nelle due diatesi: έγραψα / γράφτηκα
Conoscete έγραψα dall’Α2. Qui il sistema intero: quale consonante dà ψ, ξ o σ, e come lo stesso verbo fa γράφτηκε al passivo.
I tempi compiuti, due diatesi
έχω γράψει · είχα γράψει · θα έχω γράψει — e i loro passivi έχω γραφτεί, είχα γραφτεί, θα έχω γραφτεί. Un solo meccanismo, tre momenti.
L’imperfetto nelle due diatesi: έγραφα / γραφόμουν
Lo sfondo del passato, lato attivo e lato passivo — più le desinenze -όμουν che non si dimenticano più.
Il congiuntivo: due aspetti, due diatesi
να γράφω / να γράψω / να γράφομαι / να γραφτώ — quattro caselle, una sola logica: il να prende il tema che il senso richiede.
L’imperativo puntuale, due diatesi
Γράψε! Ντύσου! Σηκωθείτε! — l’ordine mirato a UN’azione, all’attivo come al passivo, coi pronomi agganciati dietro.
Desinenze rare, parole frequenti
ο συγγραφέας, η ηχώ, το κράτος, το γράψιμο, το φως, το παν — le piccole famiglie fuori dai tre grandi modelli, eppure ovunque in un giornale.
Costruire parole: prefissi e composizione
ξαναγράφω, ανεβοκατεβαίνω, ασπρόμαυρος: tre macchine per parole — il prefisso, la saldatura in -ο-, e il composto multiparola.
I due participi: γράφοντας / γραμμένος
Uno descrive ciò che si fa mentre, l’altro lo stato in cui si è. Due forme, due vite grammaticali opposte.
Comparativi e superlativi, quadro completo
πιο ωραίος o ωραιότερος? πιο γρήγορα o γρηγορότερα? Entrambe le vie — perifrastica e sintetica — per aggettivi E avverbi.
Moltiplicativi e proporzionali
διπλός o διπλάσιος? μονός, τριπλός, δεκαπλάσιος: la famiglia di numerali che non conta ma moltiplica.
I participi
Il gerundio attivo in -οντας / -ώντας, il participio passivo in -μένος con concordanza e i participi dotti del greco scritto (ο αναφερθείς).
Le forme dotte
L’eredità della katharevousa vive nella stampa, nel diritto e nelle formule fisse: dativi fossili, preposizioni antiche, doppioni di registro.
Verbi impersonali e costruzioni fisse
πρόκειται να, αξίζει να, απαγορεύεται, μου αρέσει: i verbi senza soggetto — e quelli col soggetto altrove.
Le preposizioni della prosa scritta
λόγω, μέσω, βάσει, κατόπιν, εξαιτίας: le preposizioni + genitivo che fanno la lingua dei giornali e degli uffici.
Da dove vengono le parole greche
Tremila anni di storia nel lessico: parole ereditate, prestiti turchi, italiani, francesi — e parole greche tornate dall’estero.
Fabbricare parole: la derivazione
Un verbo dà quattro nomi, un aggettivo dà una qualità: i suffissi e i prefissi che quintuplicano il vostro lessico.
Polisemia, sinonimi, collocazioni
γλώσσα è lingua e linguaggio; παίρνω τηλέφωνο ma κάνω μπάνιο: al Γ1 la parola giusta è questione di vicinato.
Scrivere per genere: email, lettera, saggio
Αξιότιμε κύριε o Γεια σου Μαρία? Le formule d’apertura e chiusura, e la struttura attesa all’esame Γ1.
Il registro: una grammatica del contesto
Lo stesso senso si dice in tre modi: colloquiale, neutro, formale. Scegliere la colonna giusta è la competenza che definisce il Γ1.
I connettivi del discorso
ωστόσο, επομένως, εξάλλου, αφενός… αφετέρου: le cerniere che trasformano frasi in ragionamento.
L’articolo: riferimento generico, astratto e nominalizzante
Oltre a «ο, η, το»: l’articolo greco per intere classi, nozioni astratte e per trasformare qualsiasi cosa in nome.
I genitivi dotti: της πόλεως, του καθεστώτος
Il greco amministrativo, giuridico e giornalistico conserva genitivi antichi accanto a quelli correnti. Come leggerli e quando scriverli.
Aggettivi in -ων, -ουσα, -ον
Επείγων, παρών, ενδιαφέρων: antichi participi diventati aggettivi, ovunque nel greco formale e declinati male da quasi tutti.
«Που» o «ο οποίος»? Scegliere il relativo
Il relativo invariabile copre quasi tutto — finché la frase non diventa ambigua o entra in gioco una preposizione. Lì vince ο οποίος.
Avverbi in -ως e -α: due forme, due significati
Απλά e απλώς non significano la stessa cosa. Una coppia di desinenze che cambia il senso, non solo il tono.
I tempi nella narrazione: il presente storico
A Β2 concordavate i tempi. A Γ1 li scegliete: presente per rendere vivo il passato, imperfetto per lo sfondo, aoristo per l’evento.
L’uso dei casi: accusativo e genitivo
A Β1 sapevate formare i casi. A Γ1 scegliete quale usare — ed è lì che corretto e naturale si separano.
Preposizioni con accusativo e genitivo
Quasi tutte le preposizioni del greco corrente reggono l’accusativo. Le poche che prendono il genitivo cambiano allora significato — κατά ne è l’esempio perfetto.
Il sistema dei pronomi: dimostrativi, indefiniti, riflessivi, relativi
Le quattro serie viste separatamente ai livelli precedenti, messe a confronto — perché a Γ1 il problema non è più la forma ma la scelta.
Le proposizioni relative
Determinativa o esplicativa: una virgola cambia il senso dell’intera frase, ed è la distinzione che quasi nessuno punteggia correttamente.
Le sei subordinate avverbiali
Causa, conseguenza, scopo, condizione, tempo, concessione — ogni relazione ha le sue congiunzioni e il suo modo.
«Θα πρέπει» e «μπορεί»: obbligo o supposizione?
Le stesse parole impongono e suppongono. È il tempo che segue a decidere — e sbagliare trasforma un’ipotesi in un ordine.
Le subordinate completive
Ειδικές, βουλητικές, ενδοιαστικές, πλάγιες ερωτηματικές: quattro tipi che stanno al posto di un nome. È il verbo principale a decidere quale.
Il discorso indiretto
Riferire affermazioni, domande e ordini con ότι / πως / αν / να — e perché il greco mantiene il tempo originale, senza concordanza.
Le parole composte
γλυκόξινος, καρδιοχτύπι, χασομέρης: come due parole ne fanno una terza — e l’onnipresente -ο- che le salda.
Figure retoriche
Metafora, metonimia, iperbole, litote: i meccanismi che fanno dire alle parole più di quanto dicono — indispensabili per stampa e letteratura.
Strutture idiomatiche: τα κατάφερα
Il misterioso τα che non rimanda a nulla: τα κατάφερα, τα πάμε καλά, την πάτησα — i pronomi congelati del greco parlato.
Espressioni fossili dell’antico
εν ριπή οφθαλμού, άρον άρον, το μη χείρον βέλτιστον: il greco antico vivo dentro il moderno — prima riconoscerle, poi osarle.
Mettere in rilievo: frasi scisse e dislocazioni
Εγώ ήμουν που τηλεφώνησα · Τον Νίκο τον είδα χθες: i costrutti che puntano il riflettore su una sola parola.
La nominalizzazione: το ότι, το να
Un’intera proposizione diventa soggetto o oggetto: Το ότι ήρθες σημαίνει πολλά. Lo strumento decisivo della prosa Γ2.
Diminutivi e accrescitivi
καφεδάκι, σπιτάκι, καφεδάρα: tenerezza, ironia e ammirazione nascoste in un suffisso.
Proverbi ed espressioni vivide
Όποιος βιάζεται σκοντάφτει: la saggezza in una frase, e le immagini pronte che fanno suonare greco un discorso.
Dilemmi ortografici
λίπη o λύπη? κτίριο o κτήριο? Gli omofoni dello iota e le parole con doppia grafia ufficiale.
L’articolo nelle formule dotte fisse
Εν τω μεταξύ, εν λόγω, τοις εκατό: dativi antichi congelati, articolo compreso, quotidiani nel greco giuridico e giornalistico.
Nomi di declinazione antica
Το ύδωρ, το γάλα, το τέρας: nomi il cui tema cambia al genitivo, sopravvissuti soprattutto nei composti.
Comparativi e superlativi dotti
Βέλτιστος, χείριστος, ελάχιστος: forme suppletive ereditate, ancora vive nel greco tecnico e amministrativo.
Pronomi dotti: εαυτού, αλλήλων, ουδείς
Il riflessivo fisso, il reciproco senza nominativo e la negazione assoluta del greco formale.
Avverbi e locuzioni dotte
Ούτως, εντούτοις, άλλωστε, ενίοτε: i connettivi che portano un testo dalla narrazione all’argomentazione.
Forme verbali dotte: -θείς, -όμενος, το ζην
Il greco dei tribunali e dei giornali usa participi che la lingua parlata ha perso. Leggerli è indispensabile; scriverli, di rado necessario.