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Β1

σ’ αγαπώ: i suoni che cadono

Perché le canzoni dicono σ’ αγαπώ e θα ’ρθω — e perché «τον πατέρα» suona [tombatéra]: elisioni e legamenti del greco parlato.

L’elisione: σε + αγαπώ → σ’ αγαπώ

Quando una paroletta finisce in vocale e la successiva comincia per vocale, la prima vocale cade e l’apostrofo ne prende il posto: σε αγαπώ → σ’ αγαπώ, από το πρωί → απ’ το πρωί, μου είπε → μου ’πε, το άλλο → τ’ άλλο. La scrittura curata tiene le forme piene; canzone e dialogo amano quelle brevi.

θα ’ρθω, φέρ’ το: aferesi e apocope

A volte cade la vocale INIZIALE della seconda parola: θα έρθω → θα ’ρθω, μου έδωσε → μου ’δωσε (aferesi). E all’imperativo può cadere la vocale finale davanti al pronome: φέρε το → φέρ’ το, κόψε το → κόψ’ το (apocope). Ogni canzone greca ne è piena.

[tombatéra]: i legamenti che si sentono

Il -ν finale si fonde con κ, π, τ seguenti: τον καφέ → [toŋgafé], τον πατέρα → [tombatéra], την Τρίτη → [tindríti]. Nella scrittura non cambia nulla — ma è LA chiave del greco parlato veloce: quel misterioso [b] è un π dopo -ν.

Tocca a voi

Scegliete la forma corretta.